#PerNonDimenticareChiÈStato?

Un caso di malasanità

Responsabilità medico-ospedaliera e collusioni ambientali

Risponde la Sig.ra Vasile

Buon giorno Sig.ra Vasile,
La sua vicenda è molto dolorosa, perché riguarda sia l’improvvisa morte di suo marito a seguito di responsabilità medico-ospedaliera, sia lo scippo di ogni sua partecipazione societaria, ad opera dei coeredi, sia l’affido dei suoi due figli minori ai nonni paterni, che l’hanno costretta a vivere in condizioni di estrema povertà per oltre 10 anni, impedendole di ricostruire il patrimonio ereditario, spingendola per ben tre volte al suicidio e in una grave crisi depressiva.
Ci vuole raccontare molto sinteticamente come sono andate le cose?

Sono di origini rumene e di mestiere faccio l'ottico optometrista. La mia vicenda incomincia molti anni fa in seguito alla morte di mio marito Bruno Profili. 
Abbiamo avuto una matrimonio felice da cui sono nati i nostri figli gemelli. 
Quando ho conosciuto mio marito lui non era un uomo ricco, dunque il lavoro per assicurare il benessere alla nostra famiglia è stato duro, soprattutto perché non avevamo alcun aiuto, perché la sua famiglia ha avuto sempre dei preconcetti nei mei confronti, date le mie origini rumene. All'inizio avevamo un modesto negozio di ottica, che aveva diversi debiti da pagare, ma con l'impegno di tutti e due da quel negozio piccolino siamo arrivati a possederne successivamente ben tre. Ovviamente il tenore di vita era diventato ben altro... Casa di proprietà, macchina di rappresentanza, macchine per il lavoro, per non parlare di tutto ciò che ci permettevamo di offrire ai nostri figli. In negozio mi occupavo delle visite oculistiche e delle applicazioni delle lenti a contatto, un ruolo importante e impegnativo, mentre mio marito si occupava della parte tecnica. Potevamo vantare un primato, non di poco, eravamo diventati il primo negozio italiano (se non europeo) con la certificazione ISO9001 e  46001. Purtroppo mio marito è morto improvvisamente a causa di un errore medico ospedaliero.
Da qui e incominciata la mia dolorosissima e lunga vicenda.

Ci può dire quali e quante cause ha intentato? Il comportamento tenuto dai suoi ex difensori e dai giudici, la lungaggine e l’esito dei giudizi?

Dopo la sua morte mi sono ritrovata completamente sola con 2 figli da portare avanti e nessun sostegno né morale, né tanto meno finanziario. La famiglia di mio marito si è impossessata di tutti i beni escludendomi da ogni cosa nonostante avessi delle quote societarie nei negozi, costringendomi a cambiare radicalmente la vita è quella dei miei figli.
Sono entrata in una fortissima depressione dovuta alla sua morte e alla incapacità di poter offrire ai miei figli e a me stessa la vita agiata di prima, subendo svariati ricatti economici fatti dalla famiglia paterna che si sono conclusi con l'allontanamento dei miei figli.

Le cause in primo grado portate avanti dai miei avvocati di prima sono andate avanti per ben 10 anni. Avevo perso ogni speranza di arrivare anche a un piccolo risultato. Le cause venivano continuamente rinviate per presunte trattative, o per l'assenza dei giudici, o per la sparizione dei fascicoli, e venica così ignorata ogni denuncia da me fatta per i reati societari.

A che punto è intervenuta l’Associazione e qual è stato il ruolo del Movimento per la Giustizia Robin Hood e di Avvocati Senza Frontiere?

Mi sono rivolta all’Associazione purtroppo solo qualche anno fa, quando mi sono resa conto di essere stata difesa infedelmente e allorché la situazione era già gravemente compromessa;

Il ruolo dell’Associazione e, in particolare del suo Presidente, il Dr. Pietro Palau Giovannetti, come di altri volontari e professionisti, sono stati assolutamente decisivi, mi hanno restituito la speranza e la fiducia nell’Avvocatura e nella giustizia, quando ormai credevo che tutto e tutti fossero corrotti o corruttibili.
Si sono battuti al mio fianco in ogni sede civile e penale, battendo ogni strada percorribile, con denunce nei confronti dei precedenti legali per infedele patrocinio; opposizioni alle richieste di archiviazione dei procedimenti penali; ricusazioni/esposti al C.S.M. a carico di magistrati compiacenti; ricorso ex art. 6 § 1 CEDU, ai sensi della cd. legge Pinto, ottenendo una prima condanna dello Stato italiano per lungaggine del giudizio di responsabilità medico-ospedaliera; nonché, in seguito, con ricorsi d’urgenza e reclami cautelari, facendomi ottenere una provvisionale di € 52.000, che mai prima nessun giudice intendeva riconoscermi. E, da ultimo, l’ulteriore risarcimento di € 200.000 per responsabilità medica, con pignoramento del c/c della ASL di Camerino che non voleva pagare. Mi è stata garantita, insomma, un’assistenza professionale a tutto tondo che credo sia unica nel suo genere.

Lei ha subito anche un processo penale a Perugia con la falsa accusa di pretesi “maltrattamenti”, come è andata a finire?

Sì, nel tentativo di delegittimare le mie denunce e farmi passare come una madre degenere sono stata sottoposta anche ad un procedimento penale con la falsa accusa di maltrattamenti, appena conclusosi con la mia piena assoluzione.

Giudizio, nell’ambito del quale ancora una volta grazie all’assistenza della rete legale di Avvocati Senza Frontiere, ho potuto dimostrare la natura calunniosa della querela sporta a mio carico nel tentativo (fallito) di privarmi della potestà genitoriale, con la regia del difensore delle società di ottica mie controparti nelle cause di lavoro, diritto societario, etc., il quale si è poi costituito parte civile, dopo che i parenti paterni dietro aperti ricatti economici e manipolazione dei minori hanno messo i miei figli contro di me, costringendoli a testimoniare il falso;

La giustizia questa volta ha trionfato, ma io ci tengo a far sapere ai miei figli che li perdono, anche se oggi sono divenuti maggiorenni, perché restano i miei figli che ho amato e cresciuto per oltre 14 anni, e che continuerò ad amare, affinché imparino a distinguere il bene dal male, sebbene questo processo abbia rappresentato forse la più grande sofferenza della mia vita.

Quali giudizi sono ancora in corso? Quali sono i suoi sentimenti nei confronti della magistratura e dell’Avvocatura? E quali aspettative ha per il futuro suo e dei suoi figli?

Sono in corso ancora vari procedimenti penali e civili in grado di appello relativi alle cause di lavoro e di responsabilità medica, oltre che alle responsabilità professionali di avvocati e giudici che per oltre 12 anni hanno ritardato il riconoscimento delle ragioni risarcitorie nei confronti della ASL di Camerino e delle società di ottica facenti capo agli eredi di Profili Bruno;

Dopo tanti patimenti, mi aspetto ovviamente di ottenere senza ulteriore ritardo un congruo risarcimento, commisurato al valore delle cause e dei gravi danni morali e patrimoniali subiti dalla mia famiglia, ma principalmente desidero che i miei figli comprendano che la Giustizia è un bene prezioso da proteggere, alla base della convivenza umana, per cui vale la pena lottare con le sole armi della verità e dell’amore;

Lo stesso auspicio lo rivolgo agli avvocati e ai giudici, i quali troppo spesso dimenticano quale sia il delicato ruolo loro assegnato nella tutela dei diritti e nell’affidamento riposto dalla collettività nella correttezza dello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, intendendo le professioni legali come mezzo per arricchirsi e fare carriera, e non già come missione sociale.